domenica 28 giugno 2009

Paranoie

Una volta terminato un romanzo, la sceneggiatura è sempre quella.

Euforia iniziale, accompagnata da un senso di appagamento. Sorriso scemo che si stampa sul volto. Frenesia: vorrei farlo leggere al mondo intero, fermare il primo che passa sul treno e mostrargli tutte le 400 pagine formato A5 di documento Word, per dividere con lui/lei questo capolavoro di cui nessuno ancora è a conoscenza.

Poi, viene la fase di aridità creativa. Questa volta seguita da uno strano attaccamento, stile coperta di Linus. Che mi spinge a buttare giù un seguito: amo troppo questi personaggi, ci sarebbe un'altra storia interessante per loro, perché no...

Infine, arriva il mattone tra capo e collo. Perché spulciando qua e là, rileggiucchiando, facendo scorrere quel benedetto tasto Pag Giù...

...non ci posso credere...

...com'è possibile...

...IL MIO LIBRO FA SCHIFO!!!

Sì, è la cruda realtà. Dieci mesi di scervellamenti, correzioni, scritture notturne e riscritture diurne, schemi, studi per rendere coerenti le battaglie, limature stilistiche, ripensamenti, cambi di snodi della trama...puff, tutto va in fumo in un momento.

E' pieno di refusi.

Ripetizioni.

Ridondanze.

E la trama fa acqua da tutte le parti.

E allora parte la frenesia correttrice: quanti aggettivi posso togliere? Quanti avverbi sono davvero indispensabili? Il punto di vista è coerente in ogni paragrafo? Perché Tizio avrebbe dovuto dire questo e poi contraddirsi tre capitoli dopo? E la mia protagonista, sarà una Mary Sue? In questo dialogo c’è infodumping? C’è qualche brano superfluo allo svolgimento della storia? Sono stata troppo aulica? Ma questo kaiser di libro se lo leggerà mai qualcuno? E perché poi? Non piace nemmeno a me...

Tanto per citare uno dei miei musical preferiti:

“Goodbye love, hello disease…”

La parte divertente è finita. Ora inizia il duro, durissimo lavoro.

mercoledì 8 aprile 2009

Essere o non essere...Constanze Mozart

Sono molto agitata. Preoccupata. Eccitata.
I panni di Constanze Mozart sono da una parte fin troppo comodi - finalmente uno spettacolo drammatico! -, dall'altra...interpretare un'oca non macchiettistica ma con tante sfaccettature non è semplice. Soprattutto, vorrei che il monologo finale non risultasse troppo carico. Già recitarlo sulle note del Lacrimosa...dovrò stare attenta a non farmi bere dall'atmosfera. 
Oggi cercherò la parrucca. Mi piacerebbe castana. Nei ritratti lei ha i capelli sempre castani, con o senza parrucca. Ma i miei sono troppo lunghi da acconciare, e poi sinceramente quel giorno, con tutto ciò che ci sarà da sistemare, non avrò certo il tempo di pensare ai capelli...

E' la prima volta che interpreto un personaggio storico.
Emozioneeee...



giovedì 25 dicembre 2008

Citazioni splendide - parte 1

Per un certo progetto, sto cercando di estrapolare quante più indimenticabili citazioni shakespeariane possibili. E allora ho deciso di fare un giochino. Quando passo di qua, ne scrivo alcune delle mie preferite...

Oggi è il turno di Lear, e specificatamente del primo atto.

"Che cosa può fare Cordelia? Amare e tacere." (I,1 - 60)

"Nulla viene dal nulla. Parla di nuovo." (I, 1 - 89)

" - Così giovane, e così dura?
- Così giovane, mio signore, e così vera." (I, 1 - 107-108)

"Non è vuoto un cuore i cui accenti sommessi non risuonano falsi." (I, 1 - 157-159)

"Natura, tu sei la mia dea: io mi consacro alla tua legge." (I, 2)


Il resto...non è silenzio. Alle prossime citazioni...

giovedì 27 novembre 2008

Changeling - impressioni a caldo, frammentarie e confusionarie

Finalmente l'ho visto. Queste sono le mie umili impressioni.

Miiiii. Devo ancora riprendermi. All'inizio mi pareva piuttosto strano, quasi distaccato, un tono un po' da documentario. Non sapevo nulla di Clint Eastwood regista, confesso con rossore che non ho visto Million Dollar Baby e l'ho sempre considerato - sebbene, lo ammetto, senza cognizione di causa - un po' "overrated". Anche perché, ogni volta che penso a Eastwood mi viene in mente la frase di Sergio Leone: "Un attore con due espressioni: col cappello e senza."

Evidentemente, il signor Eastwood ha scoperto solo ora la sua vera vocazione, dietro la macchina da presa.

Urca, ragazzi, quanto male fa questo film. E la cosa che tormenta di più è pensare che dietro a quel massacro ci sia una storia vera. Che qualche pazzo pervertito che ammazzava bambini nel suo rench sia esistito - certamente non è stato l'unico nella storia, eppure, paradossalmente, è solo con questo film che ho compreso l'enormità di fatti del genere. Credo di non essere la sola. Se le storie narrate hanno un pregio è quello di farti entrare in empatia con le situazioni, di non permetterti di estraniarti dall'orrore, di farti vivere le emozioni violente sulla pelle. E fu così che io, tanto fermamente contraria alla pena di morte, nella scena dell'impiccagione- lo ammetto - ho goduto. E mi sono sentita disgustata perfino dalle suppliche di perdono dell'assassino. Inumana? Forse. O forse troppo umana per riuscire non dico a perdonare, ma nemmeno a capacitarmi di cosa scatti in una mente così "al di là della riva".

Alcuni invocano l'Oscar per la Jolie - brava, sì, ma non mi ha impressionato: 4 espressioni in croce, giusto uno sguardo azzeccato all'infermiera del manicomio, mentre per metà film ha gli occhi sotto il cappello e le mani strette in grembo...

Invece, io invoco l'Oscar per il ragazzino che interpreta il "complice costretto" dello squilibrato assassino di bambini. Altro che pugno allo stomaco. Non ci sono parole per descrivere quello che mi ha fatto provare. Con le espressioni, con i gesti. Una tortura psicologica notevole. Difficile da sostenere per me, nota emotiva.

Un film da vedere. In un momento di serenità psicologica e affettiva. E meglio se non si hanno figli...perché altrimenti non si può fare a meno di pensare a quanti pericoli vadano incontro, pericoli da cui non sempre siamo in grado di proteggerli.

mercoledì 8 ottobre 2008

Promozione

Embeddo questo BookTrailer, iniziativa promozionale della casa editrice Asengard. Come comunicatrice, mi pare un'ottima strategia - come studiosa di semiotica, così, d'istinto, non riesco a capire perché la realizzazione mi paia così amatoriale...eppure è studiato molto bene, perfino suggestivo...però, non so perché, mi viene da accostarlo a dei fantrailer trovati su YouTube.

Le Ali del Drago Caduto - Solomon Troy Cassini - Booktrailer



Sia chiaro che non intendo offendere nessuno: rilevo soltanto che il video non è comunicativamente efficace (deformazione professionale, credo), e mi domando perché.
Dovrei farci un'analisi...

lunedì 6 ottobre 2008

Nuove avventure

Finalmente ho iniziato quel romanzo che mi è germinato in testa mentre ero in vacanza. Uno stile un po' diverso dal solito: sarà sempre fantasy, ma molto rosa e prevalentemente per ragazzine. E, come vuole il rituale, ho trovato la canzone che descrive perfettamente la protagonista: Stand in the Rain, di Superchic(k).

"She fears if she cries
That first tear
The tears will not stop
Raining down

So stand in the rain
Stand your ground
Stand up when it's all crashing down
You stand through the pain
You won't drown
And one day what's lost can be found..."




E mi chiedo: come mai mi piace tanto il christian rock, visto che sono atea?
L'eterna contraddizione continua...

giovedì 2 ottobre 2008

Saggio Mercante...

"Hath not a Jew eyes?

Hath not a Jew hands, organs, dimensions, senses, affections, passions?

Fed with the same food, hurt with the same weapons, subject to the same diseases, healed by the same means, warmed and cooled by the same winter and summer, as a Christian is?

If you prick us, do we not bleed? If you tickle us, do we not laugh? If you poison us, do we not die? And if you wrong us, shall we not revenge?

If we are like you in the rest, we will resemble you in that. If a Jew wrong a Christian, what is his humility? Revenge. If a Christian wrong a Jew, what should his sufferance be by Christian example? Why, revenge.

The villany you teach me, I will execute, and it shall go hard but I will better the instruction."

Forse non il monologo più bello di Shakespeare. Ma il più accorato. Il più commovente.

Vorrei saperlo recitare in lingua originale.

Sob.